Licata (AG)
I rischi della fuga attraverso il Mediterraneo sono in aumento. Nel 2015 durante la traversata è morta una persona su 269, un anno dopo una su 71. Nel 2019 la quota è salita a una persona su 45.
L’Europa ricca ed evoluta riesce a costruire gasdotti sotto il mare, ma riesce anche a costruire muri in superficie.
Il Mediterraneo culla di molte civiltà, mare di pace e di scambi, ma anche di guerre. E' un’acqua che dà speranza, che come un ventre materno dà la vita, ma che è anche separazione, distacco, e toglie la vita, unisce e separa le terre, è confine e frontiera. 
Gonfia e ribolle più per i suoi problemi che per le sue onde, oggi è un mare segnato dalle fratture, non solo dalla xenofobia interna dell’Europa, ma anche dal muro che sorge in mezzo al mare e su cui vanno a sbattere le molte barche della disperazione. 
E’ un mare “sarcofago”. 
Dovremmo cercare di ritrovare le antiche  radici comuni, che le tragedie umanitarie sembrano aver spazzato via. Dovremmo cercare di sconfiggere “confini”, per riscoprire il piacere del dialogo e del rispetto delle reciproche identità, per recuperare il senso civile del vivere insieme e del confronto, fondamenta della cultura e delle sue vitalissime diversità.

Speranza

Insidia

Decisione

Identità

Scoperta

Confronto

You may also like

Back to Top