Scatti del 2001, Sicilia, Campobello di Licata (AG), Piazza XX Settembre.
Una domenica mattina, perso tra i vicoli del mio paese natale, mi ritrovai ad osservare un gruppo di anziani che sorrideva goliardicamente sotto al tendone di un bar, uno di quei bar dove gli amici finiscono per incontrarsi abitualmente per condividere il primo caffè della giornata, le chiacchiere e le confidenze di una vita che scorre inesorabile.
Le loro risate schiette e contagiose catturarono la mia attenzione e, dietro di esse, la mia mente iniziò a scorgere delle “maschere” che celavano emozioni nostalgiche e solitarie.
Mi avvicinai così con la fotocamera al collo per conoscere le loro storie, vissute tra i campi di grano, le distese di terra o i sotterranei delle miniere, ponendomi a pochi centimetri dal loro volto, con l’obiettivo di immortalare con una precisione che definirei quasi “chirurgica” ogni singola espressione, linea, ruga ed emozione celata su quei volti vissuti.
Nella convinzione che si trattasse di un’intervista, i più spavaldi e loquaci iniziarono a raccontarsi come protagonisti di una rappresentazione teatrale, nel fervore delle goffe risate degli amici che li osservavano divertiti. Il sorriso degli spettatori si contrapponeva, al tempo stesso, alla tragicità delle storie raccontate dai protagonisti, vissute nella paura della seconda guerra mondiale e nella preoccupazione di un futuro che si prospettava incerto ed instabile. Questa intersezione tra ironia degli osservatori e tragicità delle storie raccontate dai protagonisti richiamò nella mia mente il libro “Comici Spaventati Guerrieri” di Stefano Benni, dandone il nome al progetto.
E’ proprio questo dualismo comico-tragico che ha ispirato le foto che state osservando, in cui ho voluto scorgere l’anima di quelle "maschere" per trasmettere all’osservatore questi sentimenti contrapposti ma fusi nel singolo scatto.

Calogero Lo Curto, 77 anni, bracciante agricolo

Vincenzo Giammanco, 76 anni, minatore di zolfo (surfararu)

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